Negli ultimi anni, l’incidenza del cancro a livello mondiale è notevolmente aumentata. Nel 2010, a circa 3 milioni di persone sono state diagnosticate forme diverse di cancro, mentre oltre 1 milione di persone sono decedute per cause correlate. Si stima che una percentuale compresa tra il 3% e il 35% di queste morti si sarebbe potuta evitare grazie allo screening.
L’importanza dello screening
Lo pratica dello screening oncologico ha ricevuto una crescente attenzione nel corso degli ultimi decenni, diventando una pratica fondamentale nella prevenzione delle malattie neoplastiche e offrendo una possibilità di cura precoce nelle fasi iniziali di molti tipi di tumore. Tuttavia l’adesione alle raccomandazioni di screening pecca ancora di molte lacune: come dimostrano le statistiche del Ministero dell’Economia, circa il 20% dei nuovi casi e fino al 30% dei decessi causati dal cancro potrebbero essere evitati attraverso l’adozione di screening di routine collaudata. Il loro obiettivo è quello di rilevare i tumori prima della comparsa dei sintomi. Solo in questo modo i trattamenti avviati sulla base di test positivi possono mostrare una migliore efficacia rispetto a un trattamento standard con pazienti sintomatici. Il risultato finale dovrebbe dunque condurre a una complessiva riduzione della mortalità per causa specifica. L’accuratezza di questi test è di solito espressa in termini di sensibilità e specificità. La sensibilità si riferisce alla loro precisione diagnostica nell’individuare il cancro in persone che l’hanno in effetti contratto, mentre la specificità si riferisce alla capacità di un test di identificare le persone sane. Il test di screening ideale dovrebbe dunque avere un’elevata specificità e sensibilità.
Screening: prospettive future
L’emergere di nuove tecniche di biologia molecolare, in particolare la proteomica, sta dando incoraggianti risultati nell’identificazione dei tumori asintomatici. Sono stati sviluppati infatti sistemi laser ad alta velocità in grado di identificare le proteine che stanno alla base di queste patologie, rendendo possibile elaborare modelli specifici associati ai diversi tipi di cancro.
Altri studi, che hanno previsto l’impiego di sistemi innovativi come l’ecografia transvaginale, hanno dato risultati incoraggianti nello lo screening del carcinoma ovarico, aiutando di fatto a stabilire nuovi standard di test e prevenzione. La grande sfida dello screening rimane tuttavia la sensibilizzazione e l’informazione in materia di prevenzione, diretta in particolare alle minoranze e a quelle fasce di popolazione particolarmente svantaggiate.
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Con una storia di centinaia di anni, la ricerca e la lotta contro il cancro hanno spiccato nell’ultimo ventennio un incredibile balzo in avanti, grazie in particolare ai progressi compiuti nei campi della genetica, della biologia molecolare e delle tecniche di screening votate alla prevenzione.
Nonostante il cancro sia una delle principali cause di mortalità al mondo, almeno un terzo di tutti i casi di tumore è prevenibile. La ricerca negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante nello studio e nell’elaborazione di nuove forme di cura, tuttavia la prevenzione rimane il primo e più importante alleato nella lotta contro il cancro.
Nella mitologia classica Giano è la divinità bicefala, incarnazione del cambiamento e dell’unione tra principio positivo e negativo. Queste le caratteristiche che hanno ispirato un gruppo di giovani ricercatori di Bologna nel dare un nuovo nome a MT-DN1, gene ambivalente la cui scoperta potrebbe costituire uno storico passo in avanti nella lotta contro il cancro.
Malgrado il cancro sia tra le prime cause di mortalità al mondo, colpendo più del 30% della popolazione, e nonostante le informazioni a disposizione in materia siano oggi molto diffuse e precise, una buona percentuale di persone ignorano o conoscono parzialmente i fattori che stanno alla base dei tumori.
Il Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (da cui l’acronimo GOIRC) è un ente associativo senza scopo di lucro che si prefigge come obiettivo la ricerca, l’assistenza e la formazione in campo oncologico.