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	<description>Malattie e prevenzione</description>
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		<title>Screening</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 16:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terapia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Cancro]]></category>
		<category><![CDATA[Malattie neoplastiche]]></category>
		<category><![CDATA[Screening oncologico]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, l&#8217;incidenza del cancro a livello mondiale è notevolmente aumentata. Nel 2010, a circa 3 milioni di persone sono state diagnosticate forme diverse di cancro, mentre oltre 1 milione di persone sono decedute per cause correlate. Si stima &#8230; <a href="http://www.goirc.it/prevenzione/screening/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.goirc.it/wp-content/uploads/2012/01/cellule-200x300.jpg" alt="Ricerca medica" title="Cellule" width="200" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-24" /><strong>Negli ultimi anni, l&#8217;incidenza del cancro a livello mondiale è notevolmente aumentata. Nel 2010, a circa 3 milioni di persone sono state diagnosticate forme diverse di cancro, mentre oltre 1 milione di persone sono decedute per cause correlate. Si stima che una percentuale compresa tra il 3% e il 35% di queste morti si sarebbe potuta evitare grazie allo screening.</strong></p>
<h2>L’importanza dello screening</h2>
<p>Lo pratica dello screening oncologico ha ricevuto una crescente attenzione nel corso degli ultimi decenni, diventando una pratica fondamentale nella prevenzione delle malattie neoplastiche e offrendo una possibilità di cura precoce nelle fasi iniziali di molti tipi di tumore. Tuttavia l’adesione alle raccomandazioni di screening pecca ancora di molte lacune: come dimostrano le statistiche del Ministero dell’Economia, circa il 20% dei nuovi casi e fino al 30% dei decessi causati dal cancro potrebbero essere evitati attraverso l&#8217;adozione di screening di routine collaudata. Il loro obiettivo è quello di rilevare i tumori prima della comparsa dei sintomi. Solo in questo modo i trattamenti avviati sulla base di test positivi possono mostrare una migliore efficacia rispetto a un trattamento standard con pazienti sintomatici. Il risultato finale dovrebbe dunque condurre a una complessiva riduzione della mortalità per causa specifica. L&#8217;accuratezza di questi test è di solito espressa in termini di sensibilità e specificità. La sensibilità si riferisce alla loro precisione diagnostica nell’individuare il cancro in persone che l’hanno in effetti contratto, mentre la specificità si riferisce alla capacità di un test di identificare le persone sane. Il test di screening ideale dovrebbe dunque avere un’elevata specificità e sensibilità.</p>
<h2>Screening: prospettive future</h2>
<p>L&#8217;emergere di nuove tecniche di biologia molecolare, in particolare la proteomica, sta dando incoraggianti risultati nell’identificazione dei tumori asintomatici. Sono stati sviluppati infatti sistemi laser ad alta velocità in grado di identificare le proteine che stanno alla base di queste patologie, rendendo possibile elaborare modelli specifici associati ai diversi tipi di cancro.<br />
Altri studi, che hanno previsto l’impiego di sistemi innovativi come l’ecografia transvaginale, hanno dato risultati incoraggianti nello lo screening del carcinoma ovarico, aiutando di fatto a stabilire nuovi standard di test e prevenzione. La grande sfida dello screening rimane tuttavia la sensibilizzazione e l’informazione in materia di prevenzione, diretta in particolare alle minoranze e a quelle fasce di popolazione particolarmente svantaggiate.</p>
<p>Foto: Gernot Krautberger &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La ricerca in campo oncologico</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Oct 2011 16:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terapia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ricerca medica]]></category>
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		<description><![CDATA[Con una storia di centinaia di anni, la ricerca e la lotta contro il cancro hanno spiccato nell’ultimo ventennio un incredibile balzo in avanti, grazie in particolare ai progressi compiuti nei campi della genetica, della biologia molecolare e delle tecniche &#8230; <a href="http://www.goirc.it/senza-categoria/la-ricerca-in-campo-oncologico/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.goirc.it/wp-content/uploads/2012/01/Ricerche-300x200.jpg" alt="Ricerca" title="Scienziati" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-20" /><strong>Con una storia di centinaia di anni, la ricerca e la lotta contro il cancro hanno spiccato nell’ultimo ventennio un incredibile balzo in avanti, grazie in particolare ai progressi compiuti nei campi della genetica, della biologia molecolare e delle tecniche di screening votate alla prevenzione.</strong></p>
<h2>Ricerca: un concetto plurale</h2>
<p>Con il termine ricerca oncologica si fa riferimento ad un insieme di pratiche, prassi e studi molto ampio ed articolato, assolutamente impossibile da definire sinteticamente. Questo perché la ricerca sul cancro si compone di molteplici aree, strettamente interconnesse tra loro e ugualmente importanti nel conseguimento dell’obiettivo finale: la cura. In generale, la ricerca oncologica si compone di cinque tappe. La prima è la cosiddetta ricerca di base, durante la quale gli scienziati esaminano i vari processi intracellulari ed extracellulari che portano allo sviluppo del cancro al fine di scoprire i mutamenti che portano alla sua insorgenza. La seconda e la terza sono definite rispettivamente traslazionale e preclinica; obiettivo di queste ricerche è di creare un collegamento tra i risultati di laboratorio e il letto del paziente, valutando e mettendo a punto farmaci e trattamenti per la cura del cancro attraverso diversi tipi di esperimenti, in vitro e su cavie. La quarta tappa consiste nella ricerca clinica vera e propria, ovvero la sperimentazione del nuovo farmaco o trattamento messo a punto nelle fasi precedenti su pazienti in carne e ossa, al fine di identificarne le modalità e le posologie più efficaci. Infine, con uno status a parte, troviamo la ricerca epidemiologica: con questo nome, infatti, si identificano quelle pratiche volte allo studio della distribuzione della malattia nella popolazione. Rientrano nel suo novero gli esami preventivi e gli screening per la diagnosi precoce.</p>
<h2>Orizzonti futuri della ricerca oncologica</h2>
<p>Le aree di ricerca più promettenti al giorno d’oggi coinvolgono diverse specialità, materie e pratiche di studio. Tra le più importanti, la genetica svolge una funzione fondamentale nello studio e nella comprensione dei geni che influenzano la formazione di cellule tumorali. Strettamente correlati troviamo gli studi sulle mutazioni del DNA e le ricerche condotte in campo immunologico, volte a comprendere il funzionamento del sistema immunitario e delle sue reazioni alle cellule patogene. Ultimi ma non meno importanti, si ricordano gli studi sulla motilità e migrazione delle cellule tumorali e sulle cosiddette “cellule staminali tumorali”. </p>
<p>Foto: Alexander Raths &#8211; Fotolia</p>
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		<title>La prevenzione</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 16:31:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terapia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Nonostante il cancro sia una delle principali cause di mortalità al mondo, almeno un terzo di tutti i casi di tumore è prevenibile. La ricerca negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante nello studio e nell’elaborazione di nuove forme &#8230; <a href="http://www.goirc.it/prevenzione/la-prevenzione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.goirc.it/wp-content/uploads/2012/01/Ginnastica-300x208.jpg" alt="Mantenersi in forma" title="Ginnastica" width="300" height="208" class="alignleft size-medium wp-image-17" /><strong>Nonostante il cancro sia una delle principali cause di mortalità al mondo, almeno un terzo di tutti i casi di tumore è prevenibile. La ricerca negli ultimi decenni ha fatto passi da gigante nello studio e nell’elaborazione di nuove forme di cura, tuttavia la prevenzione rimane il primo e più importante alleato nella lotta contro il cancro.</strong></p>
<h2>Fattori di rischio e di prevenzione</h2>
<p>La strategia di lungo termine più efficace nel prevenire il tumore consiste in alcuni semplicissimi accorgimenti di cui tenere conto nella vita quotidiana. Prima di tutto è necessario evitare il fumo e il consumo di tabacco in genere: Il fumo è stato infatti collegato a vari tipi di cancro &#8211; tra cui il cancro ai polmoni, alla vescica, al collo dell&#8217;utero e al rene – mentre il tabacco da masticare è direttamente correlato al tumore della cavità orale e del pancreas. Tra l’altro, anche se non se non lo si aspira direttamente, l&#8217;esposizione al fumo passivo può aumentare il rischio di cancro ai polmoni. Il secondo accorgimento passa per l’adozione di una dieta quotidiana completa ed equilibrata. Prevenzione significa quindi assunzione di molta frutta, verdura e altri alimenti di origine vegetale, come cereali integrali e legumi. Gli oncologi consigliano inoltre di mangiare più leggero e magro, scegliendo un minor numero di cibi molto grassi, in particolare quelli di origine animale. Le diete ricche di grassi, infatti, tendono ad apportare un più alto contenuto di calorie, aumentando quindi il rischio di sovrappeso e obesità che possono, a loro volta, aumentare il rischio di cancro. Anche l’alcool è nemico della prevenzione: il rischio correlato a vari tipi di cancro &#8211; tra cui il cancro della mammella, colon, polmone, rene e fegato &#8211; aumenta infatti considerevolmente nei consumatori abituali di alcool.</p>
<h2>La prevenzione attraverso l’attività fisica</h2>
<p>Mantenere un peso sano può ridurre il rischio di vari tipi di cancro, tra i quali quelli che colpiscono mammella, prostata, polmone, colon e rene. Una sana attività fisica, rappresenta dunque un fattore di prevenzione assolutamente cruciale. Come obiettivo generale, gli esperti consigliano di includere almeno trenta minuti di attività fisica nella routine quotidiana. Ciò può significare iscriversi in palestra, riscoprire lo sport preferito o semplicemente incontrare un amico ogni giorno per condividere una sana camminata a passo sostenuto.</p>
<p>Foto: ISO K° &#8211; photography</p>
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		<title>Il gene mutato Onco Giano</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 16:28:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terapia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella mitologia classica Giano è la divinità bicefala, incarnazione del cambiamento e dell’unione tra principio positivo e negativo. Queste le caratteristiche che hanno ispirato un gruppo di giovani ricercatori di Bologna nel dare un nuovo nome a MT-DN1, gene ambivalente &#8230; <a href="http://www.goirc.it/oncologia/il-gene-mutato-onco-giano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.goirc.it/wp-content/uploads/2012/01/Metamorfosi-225x300.jpg" alt="Ricerche scientifiche" title="Scienza" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-14" /><strong>Nella mitologia classica Giano è la divinità bicefala, incarnazione del cambiamento e dell’unione tra principio positivo e negativo. Queste le caratteristiche che hanno ispirato un gruppo di giovani ricercatori di Bologna nel dare un nuovo nome a MT-DN1, gene ambivalente la cui scoperta potrebbe costituire uno storico passo in avanti nella lotta contro il cancro.</strong></p>
<h2>Un Giano mutante</h2>
<p>La natura ambivalente di Onco Giano si esprime a seconda del suo livello di concentrazione all’interno delle cellule tumorali: in quantità basse ne favorisce la diffusione, mentre superata una soglia critica del 82% ne bloccherebbe la crescita, andando a impedire a queste cellule lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni. Questi gli esiti della sperimentazione condotta su un gruppo di cavie. Il processo attraverso il quale i ricercatori del Dipartimento di Biologia dell’Università di Bologna sono riusciti a studiarne gli effetti passa per l’ingegnerizzazione delle cellule tumorali, e ha permesso di risalire al meccanismo biochimico di questo particolarissimo gene. L’obiettivo, a questo punto della ricerca, sta nel ricostruire farmacologicamente o geneticamente il meccanismo d’azione di Onco Giano &#8211; utilizzando geni con caratteristiche simili, ma più facili da manipolare &#8211; al fine di riutilizzarlo per bloccare i tumori. Interferendo nel procedimento di costruzione dei vasi sanguigni da parte delle cellule tumorali il gene distrugge di fatto le loro “linee di approvvigionamento” costituite da sostanze quali ossigeno e glucosio, senza le quali non possono crescere e diffondersi. Il prossimo step della ricerca sarà dunque tradurre questa scoperta nella pratica terapeutica tradizionale; se ciò si renderà possibile, il gene Onco Giano potrebbe rivelarsi uno degli alleati più preziosi mai scoperti nella difficile lotta contro il cancro.</p>
<h2>L’equipe di studio di Onco Giano</h2>
<p>Questa scoperta è stata frutto del lavoro di un giovanissimo gruppo di ricercatori, di età compresa tra i 23 e i 39 anni, di cui fanno parte i dottori Giuseppe Gasparri e Anna Maria Porcelli. Lo studio sul gene mutante è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista scientifica Cancer Rearch e si è reso possibile grazie a un finanziamento complessivo di 420mila euro erogato all’Università di Bologna, nella figura del luminare oncologo Giovanni Romeo, dall’AIRC, Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro.</p>
<p>Foto: Andrea Danti</p>
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		<title>I fattori alla base dei tumori</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 16:23:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terapia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Malgrado il cancro sia tra le prime cause di mortalità al mondo, colpendo più del 30% della popolazione, e nonostante le informazioni a disposizione in materia siano oggi molto diffuse e precise, una buona percentuale di persone ignorano o conoscono &#8230; <a href="http://www.goirc.it/oncologia/i-fattori-alla-base-dei-tumori/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-10" title="Cellule" src="http://www.goirc.it/wp-content/uploads/2012/01/Molecole-300x150.jpg" alt="Ricerche scientifiche" width="300" height="150" /><strong>Malgrado il cancro sia tra le prime cause di mortalità al mondo, colpendo più del 30% della popolazione, e nonostante le informazioni a disposizione in materia siano oggi molto diffuse e precise, una buona percentuale di persone ignorano o conoscono parzialmente i fattori che stanno alla base dei tumori.</strong></p>
<h2>Principali cause dei tumori</h2>
<p>A parità di stili di vita, spesso i medici non sono in grado di spiegare perché una persona sviluppi il cancro e un’altra no. Tuttavia nel corso degli ultimi anni la ricerca ha dimostrato come alcuni fattori di rischio aumenterebbero la probabilità che una persona nel corso della propria vita possa ammalarsi di tumore. Sono quindi state individuate alcune cause che mostrano un correlazione diretta con la sua insorgenza, come l’uso di tabacco, l’esposizione a radiazioni o alla luce solare, alcuni tipi di ormone e la familiarità genetica. I tumori si sviluppano dunque per causa di alcune sostanze nocive, generate dalle cellule nel loro normale ciclo di combustione di cibo ed energia. Questa combustione porta alla formazione dei cosiddetti radicali liberi, dannosi per le cellule stesse per via delle reazioni biochimiche che innescano al loro interno. Se queste cellule non vengono riconosciute e distrutte dal sistema immunitario, tendono a proliferare, degenerando in neoplasie. E’ importante sottolineare che i tumori non sono causati da infortuni che hanno come conseguenza ferite o escoriazioni, non sono contagiosi e, anche se è possibile svilupparli dopo essere stati esposti a determinati virus e batteri, non si possono “attaccare”. Allo stesso modo, essere sottoposti a più fattori di rischio non significa necessariamente essere destinati a contrarli: la statistica dimostra infatti come la sensibilità a tali fattori vari molto da persona a persona.</p>
<h2>Campanelli d’allarme che rivelano la presenza di tumori</h2>
<p>Spesso il cancro è silenzioso, asintomatico, e si manifesta in tutta la sua distruttività quando è ormai troppo tardi per curarlo. Esistono tuttavia sette campanelli d’allarme che possono aiutare una diagnosi precoce e una cura immediata dei tumori: cambiamento delle normali abitudini dell’orologio biologico, insorgenza di piaghe, emorragie insolite, sviluppo di noduli anomali, tosse persistente, trasformazione e ingrossamento dei nei e infine difficoltà gastrointestinali e di deglutizione. Al persistere di questi sintomi, come per molte altre patologie, uno screening tempestivo può salvare la vita.</p>
<p>Foto: Dariusz T. Oczkowicz</p>
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		<title>Il Goirc</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jul 2011 17:21:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Terapia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (da cui l’acronimo GOIRC) è un ente associativo senza scopo di lucro che si prefigge come obiettivo la ricerca, l’assistenza e la formazione in campo oncologico. Goirc: da 30 anni a servizio della &#8230; <a href="http://www.goirc.it/senza-categoria/il-goirc/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-5" title="Ricercatori" src="http://www.goirc.it/wp-content/uploads/2012/01/Ricerca-300x200.jpg" alt="Medicina" width="300" height="200" /><strong>Il Gruppo Oncologico Italiano di Ricerca Clinica (da cui l’acronimo GOIRC) è un ente associativo senza scopo di lucro che si prefigge come obiettivo la ricerca, l’assistenza e la formazione in campo oncologico.</strong></p>
<h2>Goirc: da 30 anni a servizio della lotta contro il cancro</h2>
<p>E’ il 1978 quando i Professori Giorgio Cocconi e Maurizio Tonato – Primari di oncologia degli ospedali di Parma e Perugia &#8211; avviano un primo gruppo di collaborazione, con l’obiettivo di condividere idee, esperienze e problematiche di chi, come loro, in quegli anni si apprestava ad avviare nuove strutture e studi in materia oncologica. Questa prima comunione d’intenti e pensieri cresce negli anni, fino a dotarsi di una struttura associativa vera e propria nel 1982, anno di nascita del Goirc. Successivamente si uniscono al gruppo dei fondatori anche i reparti di oncologia degli ospedali di Alzano Lombardo, Carpi, Piacenza, Cremona, Roma, Reggio Emilia, Modena, Thiene, Vicenza, Sassari, Genova, Fano, Fermo, Grosseto, Vigevano e Ferrara.<br />
Oggi il Goirc può essere considerato come la prima esperienza italiana di gruppo cooperativo costituito dai reparti di oncologia dei migliori ospedali del paese, e ha sede presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma. Dotato di una personalità giuridica riconosciuta e senza alcuno scopo di lucro, l’Associazione è finanziata interamente con contributi elargiti dallo Stato e da altri organismi pubblici, nonché con sovvenzioni, donazioni e lasciti provenienti dal settore privato.</p>
<h2>Goirc: struttura e obiettivi</h2>
<p>Il Goirc è retto da un Comitato Esecutivo &#8211; che si occupa principalmente dei problemi e delle tematiche connesse all’attività scientifica e agli studi clinici &#8211; e da un Comitato Esecutivo, cui funzione è gestire gli aspetti organizzativi ed economici dell’Associazione. Questo organo affida inoltre il mandato triennale al Presidente e nomina membri ordinari e decaduti. Una struttura snella dunque, funzionale al raggiungimento di quegli obiettivi di scambio di esperienze e informazioni che sono alla base stessa della sua fondazione. Tra le altre attività, il Goirc promuove protocolli di ricerca comuni tra le varie unità associate, volti alla cooperazione e alla sperimentazione di nuove terapie e pratiche cliniche d’interesse oncologico. Tra gli studi conclusi negli ultimi anni, si ricordano quelli legati al carcinoma dello stomaco, al melanoma avanzato, al carcinoma del colon avanzato e della mammella.</p>
<p>Foto: Alexander Raths &#8211; Fotolia</p>
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